|
|
|
|
|
|
|
|

Teatro
Sociale di Alba
P.zza
Vittorio Veneto, 3 - ALBA
Tel.
0173 35189 / fax
0173 363326
sito:
www.comune.alba.cn.it
|
|
|
|
TEATRO DA MANGIARE?
|
Primo appuntamento della Stagione 2003/2004
Venerdì 17 ottobre, ore 20.30
Sabato 18 ottobre, ore 21.15
Domenica 19 ottobre, ore 13.00
Palcoscenico del Teatro di Alba
Teatro da mangiare?
evento per 28 commensali
di Paola Berselli e Stefano Pasquini
con Paola Berselli, Maurizio Ferraresi e Stefano Pasquini
"Sì, al Teatro da mangiare? si mangia davvero, si mangiano le cose che facciamo da dieci anni, da quando è cominciata la nostra vita di contadini.
Si mangiano le cose che coltiviamo e trasformiamo nella nostra azienda agricola, che tiriamo fuori dalla nostra terra. Seduti attorno a un tavolo, preparando e consumando un vero pasto, raccontiamo a modo nostro la nostra singolare esperienza di contadini-attori: dieci anni di vita in campagna e di teatro fatto fuori dai teatri".
Teatro delle Ariette
Un vero e proprio "antipasto di stagione" si potrebbe dire…
Il cartellone 2003/2004 al Teatro di Alba comincia infatti con un appuntamento curioso da far venire l'acquolina in bocca… Il titolo dice tutto: "Teatro da mangiare?" e la compagnia è una garanzia "Teatro delle Ariette", tre giovani -un po' attori ed un po' contadini- con una storia veramente speciale.
Lo spettacolo-evento è presentato dal Teatro di Alba in tre recite: Venerdì 17 ottobre alle ore 20.30, Sabato 18 ottobre alle 21.15 e domenica 19 ottobre alle 13.00 ed è riservato a soli 28 fortunati spettatori a volta (non uno di più) che seduti tutti insieme intorno ad un grande tavolo si gusteranno l'originale cena-spettacolo. Anche il luogo è anticonvenzionale: il palcoscenico del Teatro con le due sale vuote che per una volta fanno da scenografia.
Una cena-spettacolo, a voler essere banali… Ma è davvero sbagliato fermarsi a questa prima, sommaria impressione perché i tre protagonisti del Teatro delle Ariette sanno andare ben al di là dello scontato abbinamento cibo/spettacolo per toccare, invece, con grande semplicità, i vertici della poesia pura.
In un'ora e mezza di spettacolo (che finisce quasi sempre per prolungarsi in un dopocena di chiacchiere, se il pubblico è quello giusto) Paola, Stefano e Maurizio portano in scena le cose che sono importanti per loro (poesie, stralci di canzoni, immagini…) e soprattutto la loro vera storia (che è una storia di gente fuggita dal teatro per mancanza di senso, che ha poi dato vita ad un'azienda agricola e infine, dopo 10 anni di questa esperienza, alle sirene del teatro non ha saputo resistere).
Ed è così che durante lo spettacolo, insieme alle pietanze cucinate sul momento, gli attori raccontano le loro esperienze, del loro passato, presente e futuro: con l'antipasto e il pane "cotto sul testo" si assaporano le parole, con il vino ci si confidano esperienze, con la pasta tirata a mano prendono vita ricordi e speranze, lacrime e risate. Storie di vita vissuta vengono servite sulla tavola assieme alle pietanze creando così un connubio inscindibile fra ciò che si mangia e ciò che si ascolta.
Tempi teatrali e tempi gastronomici perfetti.
"Un'ingenuità tanto autentica da fare male", come ha scritto Claudio Cumani sul "Resto del Carlino". Per il resto c'è da dire che Il Teatro da mangiare? ha finora superato le 200 repliche e ha girato l'Italia, ma anche l'Europa (in Francia, dove "Le Monde" gli ha riservato un'accoglienza entusiastica, Germania, Austria, Belgio).
Il biglietto d'ingresso allo spettacolo è di € 30 (intero) e € 25 (ridotto per i giovani fino a 25 anni): è un po' di più del normale, ma c'è da considerare che durante lo spettacolo si mangerà anche un pasto completo.
La Compagnia e il loro "teatro della terra"
Il lavoro della compagnia delle Ariette è molto particolare: si può quasi definire "teatro della terra", fatto con le mani e vissuto con il corpo. E' frutto di ricerche, di un cammino lungo e tortuoso, durato dieci anni. Uno degli attori racconta così la sua storia "Le origini risalgono al 1982\83, a Bologna facevamo teatro chiamandoci baule dei suoni. Poi ho deciso seriamente di occuparmi di teatro per passione, e lo abbiamo fatto fino all'89.
Il mondo del teatro è brutto e bello nello stesso tempo, ed a volte capita di sentirsi arido, sembra di discutere sempre e sempre di teatro… se fai uno spettacolo pensi solo se viene un critico a vederlo, se ci scrive, come scrive, e ti domandi "ma io che ho da dire? Niente!"; mettici anche che non si guadagnano tanti soldi, anzi non si guadagna proprio niente… se sei fortunato sopravvivi.
E' stata Paola a convincermi che forse sarebbe stato meglio abbandonare. Ed abbiamo effettivamente abbandonato. La campagna è poi venuta un po' per caso, adottando un podere comperato da mio padre negli anni 60, periodo in cui tutti abbandonavano le campagne per trasferirsi in città. La casa era abbandonata, le terre abbandonate, allora abbiamo deciso di coltivare la terra ed avviare in questa piccolissimo terreno di 3 ettari un agriturismo, che ci ha permesso di vivere. Noi siamo riusciti a vivere ed a spendere poco, mettere anche 2 soldi da parte, e ci è tornata voglia di condividere le esperienze che stavamo facendo; così abbiamo ricominciato a fare teatro proprio a casa nostra…
Abbiamo imparato a portare noi stessi in scena. Facendo questo ti accorgi dell'esistenza di elementi nuovi, come la vicinanza con il pubblico. Riscopri il valore dello spettatore che non è li solo per farti un piacere, anzi sono io a scoprire un piacere molto bello a mio avviso, quello dell'incontro. Quando fai teatro così vicino tutto viene messo in discussione; quindi o possiedi qualcosa di veramente interessante da trasmettere o facciamo tutti finta rispettivamente di essere il grande attore o lo spettatore interessato. Quello che ti interessa è riuscire a costruire un organismo suscettibile di tutto quello che può succedere nell'incontro tra più persone, e di mettersi al servizio di queste persone cercando di costruire una situazione dove possa esistere uno scambio di pensieri ed emozioni.
…Noi lavoriamo, continuamente, pazientemente, per forzare e aprire quella porta che conduce dentro: nel teatro invisibile del cuore. Lì sta il nostro teatro e lì cerchiamo di condurre gli spettatori. Il nostro è un teatro semplice".
La testimonianza di uno spettatore
Oliviero Ponte di Pino ("Ateatro") dopo aver assistito allo spettacolo Teatro da mangiare? ha scritto:
"Guardavo il Teatro da mangiare? delle Ariette, a Santarcangelo, e mi veniva da piangere. Ho trattenuto le lacrime, mi sembrava una reazione sproporzionata e fuori luogo.
Sedute come me intorno al tavolo c'erano venticinque persone, tra cui alcuni amici. Sapevo più o meno il lavoro che stavano facendo Paola, Stefano e Maurizio, me ne avevano parlato gli amici, avevo letto qualcosa e visitato il sito.. Adesso mi stavano preparando un pranzo ottimo (e per di più con ingredienti rigorosamente biologici), raccontavano la loro storia, e sentivo le lacrime inumidirmi lo sguardo.
Mi sembrava una reazione eccessiva, in contrasto con la situazione in cui mi trovavo, tra cose che amavo: cibo, teatro, amici e, ingrediente che non guasta mai, c'era perfino un pizzico d'autoironia, in quel loro raccontare. Poi ho scoperto che la stessa emozione, una commozione travolgente, persistente l'hanno provata molti altri spettatori delle Ariette".
"…Avevamo iniziato a mangiare le verdure del loro orto, come antipasto, e a divorare quel pane ('Cotto sul testo', spiegava Stefano) e bere quel vino.
Nel frattempo, mentre questo strano pranzo procedeva tra brandelli di vecchi spettacoli e ricordi personali, tra informazioni sull'esperienza contadina e sul cibo che ci veniva servito, si srotolava anche la ritualità del cibo: la preparazione e la cottura, i piatti e le bottiglie portate in tavola (e spezzare il pane, e versare il vino). Quei gesti che ripetiamo mille volte, ogni giorno, e che senza che ce ne accorgiamo possono assumere una potenza magica: perché mettono in relazione il microcosmo e il macrocosmo, la più privata delle esperienze con la catena dell'essere". "E intanto continuano le confidenze anche molto personali, private e vere: il rapporto cono gli animali della ferrovia (guardiamo le foto che Paola ha fatto girare tra i commensali) il fatto di aver avuto o no dei bambini… Mentre ascolto queste esperienze continuo a mangiare e penso. Butto giù un altro sorso di vino e mi accorgo di stare assistendo ad uno dei più sorprendenti spettacoli degli ultimi anni".
Dice la stampa…
"Uno strano teatro da mangiare. Continuano ad arrivare in tavola le portate, ma c'è qualcosa che rallenta sempre di più il nostro pasto. Facciamo fatica a servirci: ci stanno rapendo, prendendo alla radice dell' emozione."
(Massimo Marino, Tuttoteatro)
"Il tutto raccontato con una genuinità tanto autentica da fare male: perché fra verdure biologiche e pane cotto al forno si ha quasi l'impressione di toccare quella terra di nessuno dei sentimenti che attraversa chiunque".
(Claudio Cumani Il Resto del Carlino)
"L'evento "naturale" che mette d'accordo tutti, romantici e marxisti, post-moderni e tradizionali, è stato il Teatro da mangiare?"
(Paolo Ruffini Liberazione)
"Certo, lo spettacolo è ancora un po' fragile, ma è un esperimento e dà furiosamente voglia di andare a vedere quello che succede nella loro valle dei sogni."
(Brigitte Salino Le Monde)
"Non ho dubbi è il miglior spettacolo di questa annata teatrale. Piccolo, semplice, umile eppure grande, grazie a quel senso di verità che ti assale e disarma." (Carlo Infante)
Informazioni sullo spettacolo
Lo spettacolo Teatro da mangiare? è già in vendita presso il Botteghino del Teatro Sociale "G. Busca" di Alba (piazza Vittorio veneto, 3 Alba - tel 0173 35189). I posti sono limitatissimi -solo 28 spettatori per recita- è necessario affrettarsi.
Non si accettano prenotazioni telefoniche.
Prezzi: € 30,00 (intero)
€ 25,00 (riduzione solo per i giovani sotto i 26 anni)
DOMENICA 12 OTTOBRE, ore 8,30
Si conclude, con la vendita generale di biglietti della stagione 2003/2004, la campagna abbonamenti e biglietti
del Tetro di Alba.
Domenica 12 ottobre a partire dalle ore 8,30 il Teatro Sociale "G. Busca" di Alba mette in vendita al pubblico tutti i Biglietti degli spettacoli della stagione 2003/2004 dalla prosa, alla musica classica, dal jazz, agli spettacoli per bambini.
Teatro Sociale di Alba
P.zza Vittorio Veneto, 3 - ALBA
Tel. 0173 35189 / fax 0173 363326
e-mail: teatro.sociale@comune.alba.cn.it
oppure teatrosociale.alba@libero.it
sito: www.comune.alba.cn.it
|
|
|
|
|
|
|
|
Se
non visualizzate i filmati clicca qui sotto

|
|
| Inserisci
la tua e-mail e riceverai gli aggiornamenti su Piemontedoc News
|
|
|
|