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Una
tradizione che dura da ben cinque generazioni è quella dei
Vincenti di Barge.
La
storia vuole che si tratti di una ricetta di origini reali,
preparata dalla trisnonna in famiglia dopo averne conosciuto
gli ingredienti lavorando al servizio della Casa Reale, nel
1850 circa.
Le
batiaje dei Vincenti iniziarono ad essere conosciute perchè
la famiglia le portava ad ogni fiera o sagra di paese,
contribuendo a diffonderle tra la gente.
Si
impastava a mano allora e si andava a vendere con la "cabassa"
e la "galiota" , accontentandosi di dormire sul
fieno o nelle aule delle scuole se la festa durava più
giorni.
Del
carattere prettamente artigianale è rimasto ancora
moltissimo.
A
parte l'impasto effettuato ora con l'impastatrice, tutta la
lavorazione è ancora manuale e le batiaje sono preparate a
mano una per una.
Felici
di portare avanti la tradizione soprattutto per il valore
storico sono la discendente Mirella Borda Bossana ed il
marito Mauro Roberto, attuali titolari dell'azienda.
Il
termine "batiaje", che indica nell'odierna lingua
piemontese il tipico biscotto di forma arrotondata fatto con
la farina di meliga, ha origine e significato controversi.
Alcuni
le hanno attribuito origini arabe, da "bat-jha":
piccolo sole, palese allusione alla forma rotonda delle
batiaje.
Creatori
di queste paste sarebbero stati infatti i predoni saraceni
che, tra i secoli IX e X, fecero del Piemonte occidentale il
territorio delle loro scorrerie. |