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L'origine della villa di Bra si
deve probabilmente ad un gruppo di monaci dell'Abbazia di San Colombano di
Bobbio che, costituitisi in priorato attorno alla Chiesa di S. Antonino, diedero
origine, nel 1082 ad un borgo che si andò formando e ampliando nella località
della Veneria, estendendosi sulle terre assegnate ad essi da Adelaide di Susa,
la maggior parte delle quali era rappresentata dalla "braida", un
vasto podere con annessa una notevole estensione di terra adibita a pascolo, a
valle della collina (nella lingua longobarda Brayda significa per l'appunto
"casa rurale con podere"). Poco dopo il Mille, si insignorì della
Regione una ricca famiglia di estrazione militare che assunse il nome di De
Brayda.
A poco a poco, a valle del
castello eretto nella parte più elevata della collina, si andò sviluppando un
nuovo agglomerato urbano anche grazie alla migrazione degli abitanti di Pollenzo
(geograficamente meno difendibile dalle possibili scorrerie degli eserciti)
verso le lande collinare. Protetta nei tempi più antichi da semplici fossati e
palancate, la nuova villa andò sempre più rafforzandosi con potenti opere
difensive. La disponibilità della famiglia permisero ai De Brayda di estendere
notevolmente il loro territorio e di conquistare posizioni militari strategiche.
Bra divenne libero Comune nella
seconda metà del XII° secolo anche se questo avvenimento fu causa di continue
dispute e confronti con le potenze comunali di Asti e di Alba, che guardavano a
Bra con interesse particolare: la sottomissione del borgo avrebbe infatti
garantito il possesso di uno dei caposaldi più contesi di tutto il Piemonte
sud-occidentale.
Ma, per lo stesso motivo, non furono solo i due liberi Comuni a lei vicini ad
insediarne l'indipendenza. Bra divenne oggetto di attenzione anche da parte dei
Conti di Savoia, dei Marchesi di Saluzzo e dei Marchesi del Monferrato.
Ma le vere difficoltà per la
famiglia signorile De Brayda cominciarono verso la metà del XIII° secolo: con
l'acquisizione di varie proprietà terriere da parte di più famiglie
locali, i feudatari braidesi perdevano nei confronti della popolazione l'autorità
che ne aveva contraddistinto il dominio, tanto da doversi allontanare dalla città.In
particolare, nel 1224, Bra venne ceduta al Comune di Asti, uno dei Comuni più
floridi e potenti del nord Italia e da sempre in lotta con Alba. Proprio per
contrastare il potere che il Comune astigiano stava assumendo nell'area, Alba
decise di fondare una cittàper raccogliere gli esuli braidesi che mal
tolleravano l'alternanza dei poteri tra i De Brayda e gli astiginai. Nel 1243
nacque in questo modo la Città di Cherasco.
Con la metà del XIII° secolo
le piccole dispute tra le città del cuneese cessarono per superiori ragioni di
Stato. Carlo d'Angiò, fratello del Re di Francia Luigi IX, divenne Conte di
Provenza sposando l'erede di tali terre e cercò immediatamente di espandersi al
di qua delle Alpi imponendo a Bra, così come a Cuneo, Alba, Cherasco, Mondovì,
Acqui e Alessandria di riconoscere la signoria angioina con la quale dovettero
venire a patti anche le più potenti Torino e Asti.
Dopo la breve parentesi del
dominio angioino (terminato con la sconfitta di Roccavione del 1275) ed il
successivo passaggio agli Acaja (ramo cadetto dei Savoia), Bra divenne nel 1341
parte integrante della Contea d'Asti controllata dai Visconti di Milano che
diedero alla città i nuovi Statuti. E' in questo periodo che il vecchio
castello, posto sulla cima del colle più alto, il Monte Guglielmo, venne
restaurato e rafforzato; ad esso vengono poi affiancate opere di copertura
difensiva.
Se durante il primo medioevo il
borgo si ridusse ad una modesta comunità rurale, nel 1385 anche Pollenzo fu
interessata da importanti lavori di ricostruzione del castello eretto in epoca
anteriore. Il castello assunse così l'attuale forma a pianta quadrangolare con
fossato e torre. L'avvento dei Porro nel feudo di Santa Vittoria condusse ancora
a nuovi litigi per il dominio della zona pollentina: alla loro caduta, Bra ne
perse metà del territorio, eretto in contea a favore di un ramo dei Romagnano
di Santa Vittoria.
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