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Nel 1515 Bra assistette
impotente alla calata del Re di Francia Francesco I che, nella sua disputa con
l'imperatore Carlo V, costrinse la città alla resa. Ciò non fu sufficiente al
comandante delle truppe francesi, il celebre condottiero milanese Gian Giacomo
Trivulzio, che, anzichè placare la contesa, non salvò Bra dal saccheggio e
dall'atterramento delle sue fortificazioni per impedire che potessero diventare
bastioni per le truppe imperiali.
Le medesime vengono poi rimesse
a nuovo dagli stessi francesi, che occuparono nuovamente Bra nel 1531, tanto che
nel 1552 le stesse vennero ampliate per difendere la città dalle truppe
imperiali di stanza nella vicina Cherasco. Quello stesso anno il principe
Emanuele Filiberto, figlio di Carlo II di Savoia, si mise a disposizione
dell'imperatore nell'estremo tentativo di impedire che il suo ducato finisse
completamente nelle mani dei francesi. La riconoscenza del potere imperiale fu
tale da affidare allo stesso principe sabaudo ed a Ferrante Gonzaga di comandare
le truppe che, sempre nel 1552, assediarono e conquistano in maniera cruenta il
castello e l'abitato braidese. Per ordine dello stesso Emanuele Filiberto tutti
i difensori della città furono passati a fil di spada e i soldati piemontesi
fatti prigionieri furono impiccati come ribelli.
I meriti del giovane principe
sabaudo furono tali che le truppe imperiali da lui guidate ottennero importanti
e decisivi successi contro le armate francesi tanto da giungere alla firma del
trattato di pace di
Cateau-Cambrésis. A seguito di tale tratto il territorio di Bra fu annesso
definitivamente al ducato di Savoia.
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