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L'originalità
del Roero, che la Regione Piemonte ha destinato a Parco Naturale, ispira
evasioni turistiche lontane dalle grandi rete massificate e sollecita il
desiderio di coloro che amano immergersi nella bucolica pace di una
campagna ancora integra e lussureggiante.
Questa
composta fantasmagoria di colli ove vigneti si alternano a noccioleti, a
frutteti, a macchie di boschi, inizia non distante da Torino: il Roero,
ultima propaggine occidentale delle colline astigiane, s'incontra a meno
di quaranta chilometri, in direzione sud-est, compreso tra i confini della
provincia torinese ed il corso del Tanaro.
La
realtà del Roero è costituita anche dal suo patrimonio storico-artistico,
dove, a fianco del monumento classico (chiesa, castello) si stende
l'ambiente, affiora il "bene culturale", emerge la sintesi
storica, utile o vistosa, che il tempo e le vicende hanno plasmato.
Nella
cucina del Roero, ricchissima di ricette, gli elementi della tradizione
contadina si amalgamano a quelli di derivazione aristocratica dovuti alla
diffusa presenza di signorotti e di borghesi, che ingentilirono le ricette
locali con raffinate elaborazioni gastronomiche.
I
vini del Roero che sublimano la cucina tipica (Roero D.O.G., Roero Arneis,
Favorita) prendono origine da una terra a particolare vocazione viticola,
terra che da sempre offre vini eleganti, fruttati, simpatici.
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