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Dronero
è una cittadina da scoprire, (soprattutto lasciando
l’automobile e il traffico della strada statale),
nell’eleganza discreta del centro urbano restaurato con gusto,
nei musei, nei tesori medievali. Una visita di Dronero può
partire, lasciando la strada statale, da Borgo Maira, il
quartiere posto sulla destra del torrente: vi si imbocca il bel Ponte
vecchio sul Maira, da cui si coglie uno splendido panorama
sul centro storico. Costruito nel 1428, il ponte si regge su tre
arcate in pietra, per una lunghezza di 67 m. Un tempo, verso òDronero,
era chiuso da un ponte levatoio. All’uscita dal Ponte, si
risale Via XXIV maggio raggiungendo così, con un anello, Via
Giolitti, la strada principale, affiancata a palazzi nobiliari.
La Parrocchiale dei SS. Andrea e Ponzio è un cospicuo
edificio di metà Quattrocento. Il bel portale in pietra
scolpita, opera documentata di fratelli Zabreri di San
Damiano, ricorda con consacrazione, avvenuta nel 1461. Purtroppo
un recente restauro ha conferito alla facciata un colore forse
troppo acceso. Rimaneggiata più volte, con l’inserimento
dell’altare settecentesco e della cupola (F. Gallo, affreschi
di Andrea Pozzo), conserva tuttavia all’interno la scansione
gotica, con la soluzione rara in Piemonte dell’ambulacro
intorno al presbiterio. Notevole anche il bel campanile
gotico in pietra e laterizio.
Proseguendo,
si raggiunge la grande piazza centrale, su cui
prospettando la facciata del Teatro e le ali del mercato
e, poco oltre, il cosiddetto Foro Frumentario: una
singolare loggia ottagonale per il mercato, convertita poi in
cappella e quindi ripristinata nel suo uso civile. Proseguendo
ancora, si raggiunge la sede del Museo Mallè, con
un’importante collezione di dipinti di scuole italiane e
straniere dal Cinque all’Ottocento, sculture, arredi,
ceramiche, vetri, orologi antichi, stampe, foto d’epoca.
Dalla
grande Piazza XX Settembre, imboccando Via Roma, si ritorna
sulla piazza del Teatro e di qui si esce verso ovest per
costeggiare a ritroso le antiche mura della città,
lasciate intelligentemente in vista e affiancate da prati e
panchine. Giunti al Ponte della Madonnina, si rientra nel borgo,
nei pressi della bella Casa Blanchi di Roascio, uno dei
pochi edifici signorili che abbiano conservato almeno in parte
il suggestivo aspetto quattrocentesco. Da Piazza Manuel di San
Giovanni (dove è la bella Confraternita del Gonfalone,
in cui spicca un affresco dell’Assunta attribuito ad Andrea
Pozzo) si ritorna quindi in Borgo Maira.
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