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La corte ideale

Ce fu en avril et en mai que tout lieu est si gay pour le plaizir du doulz temps et les oiseaux si vont chantant…

Così ha inizio Le Libre du Chevalier Errant, opera in versi e in prosa del Marchese tommaso III, che nasce come un frutto tardivo e nostalgico al tramonto del mondo cortese e cavalleresco.

I “Prodi” e le “Eroine” rappresentati negli affreschi del castello di Manta escono da questa rêverie cortese che guarda al passato come a un modello e ad un sogno di imperitura gentilezza. Rappresentano grandi personaggi della storia e del mito, uomini e donne, contraddistinti da esiti variamente fortunati, che nel poema Madame Fortune presenta allo Chevalier Errant nel proprio palazzo, come esempi su cui meditare. Tema apprezzato dalla committenza delle Corti, sia per opere pittoriche e delle arti maggiori, sia per l’ormnamento quotidiano di pettini, confetti, avori, la “Fontana di giovinezza” racchiude in sé sensuali significati di omaggio alla mutevole Fortuna. Da quest’affresco emerge un realismo assai più diretto: nell’impaccio dei vecchi che raggiungono la fonte, negli approcci erotici che mascono già nella vasca, tra uomini e donne ringiovaniti… Forse il più noto gioiello d’arte del Saluzzese, gli affreschi della Sala Baronale del Castello di Manta furono eseguiti verosimilmente entro il primo ventennio del Quattrocento per conto di Valeramno il Burbo, figlio naturale del Marchese Tommaso III di Saluzzo e da questi nominato reggente del Marchesato alla sua morte.

 

 

 

 

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Aggiornato il: 06/06/03 22.03.56

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