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La
chiesa dei Marchesi
Prima della costruzione del Duomo, la chiesa era l’edificio di
culto più importante della città. Sede dei Domenicani dal 1325 subisce
notevoli cambiamenti strutturali nel corso dei secoli, dalla modificazione di
orientamento dell’ingresso, all’ampliamento a tre navate, alla costituzione
del complesso conventuale e successiva costruzione di cappelle laterali. Nel
1829 passa ai Padri Servi di Maria da cui è tutt’ora custodita. La torre
campanaria eretta nel 1376 è a base rettangolare con cornici marcapiano in
cotto che definiscono i cinque piani ospitanti monofore e bifore e termina con
una cuspide ottagonale a quattro pinnacoli. L’ampio complesso si sviluppa su
di un notevole dislivello di terreno. A sinistra entrando, si apre la Cappella
dei SS. Crispino e Crispiniano, decorata da un pregevole ciclo di affreschi
quattrocenteschi di un delicato maestro gotico. La parte di maggiore interesse
è la Cappella Sepolcrale dei Marchesi, dietro l’altare, tra i rati
esempi di stile flamboyant esistenti in Italia, capolavoro di ornamentazione
architettonica e scultorea eseguita da maestranze borgognone, la cui ideazione
e (in parte) esecuzione si attribuisce allo scultore Antoine le Moitunier negli
anni settanta del ‘400.
Nella
nicchia di sinistra si trova l’elegante tomba di Ludovico II, eseguita
intorno al 1508: l’arca è in marmi bianchi e verdi di Sampeyre, in marmo
bianco la statua giacente di Ludovico II e i rilievi delle Virtù sul fronte
del sarcofago, riconducibili ad artisti del raffinato Rinascimento pavese
dell’orbita di Benedetto Brioso.
Nel
chiostro, costruito nel 1466, si apre, con l’legante porta
rinascimentale attribuita allo scultore Matteo Sanmichelli, la sala
capitolare, che contiene il monumento funebre di Galeazzo Cavassa,
Vicario marchionale morto nel 1483, anch’esso opera del Sanmichelli. Accanto
è il refettorio dal bel soffitto ligneo, ornato da un affresco
cinquecentesco raffigurante la Crocefissione e
Santi.
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