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Chiesa
di San Nicola
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L’edificazione della chiesa è connessa con l’arrivo
dei padri Agostiniani Scalzi (congregazione di cui S. Nicola da
Tolentino faceva parte) giunti a Saluzzo nel 1628 per combattere
l’eresia calvinista che da più di un secolo tormentava il
territorio. La costruzione dell’edificio, iniziata nel 1651,
spetta ad Amedeo di Castellamonte, grande architetto ed ingenere
attivo con il padre Carlo per la corte sabauda; fu terminata nel
1673, ma già dal 1652 la chiesa era aperta al culto. Nel 1757
il conte Benedetto Saluzzo della Manta, governatore della città,
commissiona i due più importanti interventi pittorici: la
decorazione a trompe-l’oleil sulla facciata con lo
stemma della famiglia dei Saluzzo della Manta che sormonta
un’epigrafe datata 1762 e testimoniante i lavori di restauro e
gli affreschi interni della volta, opera dei fratelli Alberini.
Nel 1800, a causa delle espropriazioni napoleoniche, il
complesso cessa di essere un convento e viene affittato
dall’ex agostiniano Costanzo Isasca. Nel 1817 la chiesa e
l’annesso convento divengono sede del Seminario Vescovile
(attualmente trasferito nel convento di S. Agostino); tra il
1864 e il 1869 vennero eseguiti alcuni interventi di restauro
che coinvolsero la facciata con l’apertura di quattro
finestre.
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