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E’
ancora oggi l’artigianato la cosa che, forse, si associa più
facilmente al nome di Saluzzo in Italica e all’estero. La
tradizione del mobile d’arte e del restauro
prosegue nella città grazie ad ottime scuole di mestiere e ha
dato vita ad un mercato dell’antiquariato che attrae
annualmente un vasto pubblico in occasione delle fiere.
maggio:
Mostra
internazionale di antiquariato
settembre:
Mostra nazionale
di alto artigianato artistico e tipico
In
Val Varaita la tradizione dell’intaglio del legno e del
mobile rustico ha prodotto, nell’ultimo dopoguerra
un’industria del mobile che si concentra soprattutto intorno a
Brossasco. Esistono ancora, però, botteghe in cui l’intaglio
del legno si compie davanti agli occhi del cliente o del
turista. A Barge e a Bagnolo un’altra specialità
vede il proseguire di pari passo di attività artigiane e
industriali: quella della pietra: la “lucerna” di
Bagnolo, usata per i bei tetti di “lose”, e la pregiata e
rara quarzite di Barge, la “bargiolina” amata dagli
architetti, non solo piemontesi, dal Cinquecento in poi. Ferro
battuto, ceramica, vetro, oggettistica, giocattoli in legno e..
arpe sono alcuni dei settori in cui si esprime una creatività
sempre nuova.
L’enogastronomia
nel territorio di Saluzzo vanta i prodotti di un’agricoltura
di qualità e solide produzioni tradizionali. Innanzitutto, la frutticultura,
che si avvale di tecniche controllate di produzione
“pulita”. Le mele e i ramasin della valle Bronda, i
piccoli frutti, le pregiate castagne della Val Varaita,
l’albicocca tonda di Costigliole, la pera madernassa
della val Grana e varie altre produzioni ortofrutticole sono i
fiori all’occhiello di un’agricoltura che sta attrezzando
spazi per la vendita diretta e informata al consumatore. A
questi si aggiungono settori crescenti di produzioni biologiche,
cui si appoggiano industrie di trasformazione all’avanguardia.
A
questi si somma una tradizione pregiata di formaggi di
montagna e di pianura, tra cui il Castelmagno DOC,
uno dei più raffinati formaggi stagionati italiani, il toumin
del Mel a pasta cruda, tipico di Melle, in
Val Varaita, e le squisite specialità di nostrale
prodotte dai caseifici di valle. Le fiere che si moltiplicano
da aprile a ottobre
sul territorio premiano, inoltre, i prodotti tradizionali
della campagna e della raccolta: i funghi, le castagne
(di cui la Val Varaita è il più grosso mercato), le erbe
officinali, unendovi i vini autoctoni: il Pelaverga
di Castellar, il frizzante
Quagliano di Costigliole che hanno ottenuto da denominazione
Colline Saluzzesi d.o.c. Va ricordata anche la produzione
di carni e salumi di qualità.
Nei
ristoranti si rinnova una cucina genuina e originale, in cui si
incontrano la tradizione piemontese e quella occitana che vanta
piatti unici come le celebri ravioles di formaggio e
patate. Molti, sono, poi, i panifici che hanno conservato i forni
a legna, così da poter raccomandare un vero “itinerario
del pane”, delle paste di meliga, dei biscotti di castagna…
oltre agli squisiti prodotti di pasticceria.
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