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Il
Parco del Po Cuneese promuove la salvaguardia
Del
complesso cistercense di proprietà dell’Ordine Mauriziano
SALUZZO – Quale futuro per Staffarda? Giovedì 17 luglio ne hanno
discusso, in un incontro tenutosi presso la sede del Museo
Naturalistico del Po di Revello, il Parco del Po Cuneese
(promotore della riunione, rappresentato dal presidente Alfio
Locatelli), Roberto Vaglio (in rappresentanza dell’autorità
di gestione del progetto Interreg Alcotra), il dottor Forlani
(vice-commissario dell’Ordine Mauriziano), il sindaco di
Revello Ugo Motta, la Comunità Montana Valli
Po-Bronda-Infernotto (rappresentata dal vice-presidente Costanzo
Morello e dall’Assessore al Turismo Alfredo Barra).
In
seguito al quadro critico della situazione finanziaria
dell’Ordine Mauriziano, che ha indotto quest’ultimo
all’alienazione di molti suoi beni, il Parco del Po Cuneese ha
promosso un primo incontro per analizzare le possibilità di
salvaguardia e valorizzazione degli edifici della frazione
revellese di Staffarda.
«L’Ordine Mauriziano – ha spiegato Giuseppe Forlani – sta
valutando le modalità per valorizzare il patrimonio storico,
culturale ed artistico, con interventi che siano consapevoli
degli attuali problemi finanziari. Un punto fermo è l’identità
dell’abbazia, della foresteria e del convento, che restano
beni inalienabili, e che devono essere salvaguardati conservando
la loro natura originale. L’Ordine è già stato contattato da
associazioni culturali cuneesi per possibili utilizzi».
A
fronte di questa situazione, la proposta di una soluzione è
emersa sotto forma di una “cordata” di enti – quelli
intervenuti all’incontro – che hanno manifestato la loro
disponibilità a studiare un progetto di recupero e riutilizzo
degli edifici resi disponibili dall’Ordine Mauriziano mediante
il recupero e il salvataggio del progetto Interreg “I percorsi
delle Abbazie”.
«La proposta del Parco del Po Cuneese – ha illustrato il
presidente – è
l’avvio di una sinergia, una “cordata” di enti, che
possano beneficiare ciascuno di una struttura all’interno del
contesto, recuperando in questo modo gli edifici dell’area di
Staffarda che valorizzava il complesso cistercense. Riteniamo
che questa operazione sia appetibile per il nostro ente, insieme
al Comune di Revello e alla Comunità Montana Valli Po, Bronda e
Infernotto, accomunati da una presenza e un’attività costante
sul medesimo territorio».
Abbazia
con le sue tenute agricole rientra infatti completamente nel
territorio del Parco del Po Cuneese e ne costituisce uno dei
punti di maggior richiamo turistico e di interesse
naturalistico.
Positivo
è stato il riscontro di Roberto Vaglio, autorità di gestione
del progetto Interreg Alcotra, che ha commentato: «E’
importante che questa proposta sia giunta da istituzioni ed enti
pubblici, poiché essi possono garantire la sicurezza nella
realizzazione delle attività necessarie al compimento del
progetto. Dopo l’esperienza, interrotta, del progetto “I
percorsi delle abbazie” è indispensabile coinvolgere
referenti fortemente interessati e motivati alla valorizzazione
del luogo, con iniziative che si sviluppino nel lungo periodo».
Staffarda
diverrebbe nuovo punto di riferimento del Parco del Po Cuneese,
aggiungendosi al Museo Naturalistico del Po di Revello. Nello
stesso tempo acquisirebbe il ruolo di “porta del parco”
situata al centro della pianura tra il Cuneese e il Torinese,
sito che vede il transito di oltre 20.000 turisti all’anno.
«La naturale collocazione di Staffarda – hanno commentato i
rappresentanti della Comunità Montana Valli
Po-Bronda-Infernotto – rende
plausibile l’idea di individuare una “porta di valle”, un
riferimento turistico d’ingresso alla valle Po, che può
vantare la bellezza di un complesso di edifici secolare, idoneo
ad accogliere eventuali strutture di informazioni per i
visitatori».
«Il Comune è d’accordo – ha sottolineato il sindaco di Revello
Ugo Motta – sul fatto di
lavorare insieme al Parco, proseguendo i lavori già iniziati a
Staffarda per riqualificare tutta l’area. Recuperando gli
edifici, si potrà individuare uno spazio che sia testimone
della cultura e delle tradizioni locali».
Dopo
il primo passo, che ha sancito la partenza di questa
“cordata” guidata dal Parco del Po Cuneese, le tappe
successive riguarderanno la definizione degli elementi
preliminari utili alla definizione del progetto comune alle
realtà coinvolte.
Ufficio
Stampa
Parco
del Po Cuneese
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