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La Val Grana

Una valle rurale, dove si incontrano tradizioni e sapori antichi

Boscosa e quieta, la meno profonda delle valli saluzzesi, che si incunea tra le valli Stura e Maira, acquista soltanto nella parte alta, a monte di Pradleves, uno spiccato carattere alpino.

Il resto è campagna, punteggiata da borghi rurali e frammezzata dai grandi, bei boschi di latifoglie e di castagni, da percorrere in lunghe passeggiate. La ricchezza delle borgate della valle è costituita dai cicli pittorici che disseminano su, fino all’impervio Santuario di Castelmagno, risalente al XV secolo, un itinerario dei più vivaci colori gotici. Artisti oggi noti, da Pietro da Saluzzo, interprete di un sognate mondo gotico, ai fratelli Biazaci di Busca hanno lasciato qui le loro opere. Anche la Valle Grana conserva un fulcro di vivace presenza tradizionale: è la comunità “provenzale” di Santa Lucia di Coumboscuro, che promuove festival e rassegne culturali cui partecipano selezionati rappresentanti culturali d’oltralpe. Da ricordare, oltre al Festenal (cfr. pag. 19) le feste tradizionali: Roumiage de la Vierge Adoulorado (luglio), incontro internazionale provenzale con la “traversade” delle alpi e Roumiage de Setembre.

Il 19 agosto al Santuario di Castelmagno si tiene la tradizionale le Badia, che vede il concorso di pellegrini delle valli vicine. E tuttavia si dimenticherebbe troppa parte della vita e del turismo della valle se si tralasciassero i sapori: quei prodotti della campagna e della tradizione, tra cui un formaggio raffinato e unico come il Castelmagno, oppure le qualità rare della moderna biodiversità agricole, come la pera madernassa, coltivata con le tecniche biologiche, che candidano la valle ad un importante rango nella difesa delle produzioni originali del Piemonte.

E la cucina ricca e garbata dei tanti ristoranti dove è ancora possibile accostare una importante tradizione gastronomica in semplicità e senza adulterazioni.

 

 

 

 

 

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Aggiornato il: 06/06/03 23.06.48

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